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    Rubrica: CONOSCERE IL CUORE

    Mondo della gravidanza e condizioni cardiache

    CUORE DI MAMMA

    Il mondo della gravidanza e le condizioni del cuore
    mercoledì 13 giugno 2012

     

    La gravidanza è davvero un “mondo”! Il cuore e l’apparato cardiovascolare in gravidanza rappresentano un mondo complicato. Le malattie cardiovascolari in gravidanza sono considerate un problema emergente a causa dell’aumento dell’età materna all’epoca della prima gravidanza, della grande diffusione dei fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione arteriosa, fumo, diabete mellito ed ipercolesterolemia e per il miglioramento delle cure nelle cardiopatie congenite che permettono una sopravvivenza anche in età adulta. Per questo, attualmente, nell’ccidente le malattie cardiovascolari materne rappresentano la maggiore causa di morte materna durante la gravidanza.

    L’apparato cardiovascolare mette in atto variazioni di funzione fisiologiche durante la gravidanza, normalmente tollerate da cuori normali, ma che hanno un grande impatto in presenza di una cardiopatia organica. In gravidanza la portata cardiaca cioè la quantità di sangue che il cuore pompa nella circolazione in un minuto aumenta del 30-50%, la frequenza cardiaca aumenta di 10-20 battiti/min e vi è una riduzione della pressione arteriosa. A questo si aggiungono cambiamenti della coagulazione con un aumento della capacità del sangue a coagulare ed un aumento del rischio di eventi trombo-embolici.

    L’Organizzazione mondiale della sanità riconosce quattro classi di rischio cardiovascolare materno in gravidanza, dalla classe I in cui non c’è un rischio di mortalità materna né rischio di aumento della possibilità di complicanze cardiovascolari, fino alla classe IV in cui esiste un rischio molto alto di mortalità per la madre tale da controindicare la gravidanza. Alla classe di rischio I appartengono alcune cardiopatie come per esempio il prolasso della valvola mitrale, alcune cardiopatie congenite operate come il difetto interatriale ed interventricolare ed aritmie semplici come le extrasistoli sopraventricolari e ventricolari isolate.

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    Alla classe di rischio IV appartengono le forme più complesse di cardiopatie congenite ed alcune condizioni come l’ipertensione polmonare. In tutte le donne prima della gravidanza può essere utile eseguire un ecocardiogramma perché molte patologie cardiache congenite possono decorrere del tutto asintomatiche fino all’età della gravidanza; e soprattutto per escludere una dilatazione dell’aorta, l’arteria più grande e più importante, che può essere una condizione congenita (sindrome di Marfan) o la conseguenza di un’ipertensione arteriosa non conosciuta e non trattata.

    Questa è una condizione molto pericolosa, perché la gravidanza può comportare un indebolimento della parete dell’aorta dovuta ad influenze ormonali con il rischio di una “dissezione” dell’aorta ovvero la creazione improvvisa di una piccola rottura nella parete dell’aorta che rappresenta una condizione di estrema gravità, da richiedere un intervento cardiochirurgico di urgenza.

    Anche in presenza di una cardiopatia, il parto spontaneo è raccomandato come prima scelta dalle Linee Guida Internazionali che consigliano il ricorso al parto cesareo solo per le cardiopatie più gravi. Particolare attenzione in gravidanza merita la pressione arteriosa. Le donne ipertese prima della gravidanza vanno seguite con attenzione: l’ipertensione in gravidanza è definita da valori di pressione sistolica >140mmHg e diastolica >90mmHg. Le donne ipertese che assumono ace-inibitori dovrebbero pianificare la gravidanza e sospendere questi farmaci prima del concepimento perché questi farmaci sono molto dannosi per il bambino. Altri farmaci sono sicuri anche perché utilizzati da molti anni e possono essere usati con sicurezza. E’ importantissimo curare l’ipertensione in gravidanza per evitare il rischio della preeclampsia, malattia specifica della gravidanza che può avere gravi conseguenze sia sulla madre che sul bambino.

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    Altro problema importante in gravidanza è il rischio di trombosi ed embolie dovuto alla maggiore coagulabilità del sangue. Una condizione chiamata trombofilia congenita aumenta notevolmente il rischio di trombosi ed embolie. Pertanto può essere indicato evidenziare questa condizione con un semplice esame del sangue. L’età maggiore di 35anni, l’obesità, il fumo, una precedente trombosi venosa sono tutte condizioni che aumentano il rischio di una trombosi e di embolie.

    La gravidanza è una condizione normale e bellissima. Qualunque donna può sopportare i cambiamenti fisiologici dell’apparato cardiovascolare in gravidanza. Attenzione e cura per se stesse, applicando ogni giorno le regole del vivere in maniera sana (controllo del peso corporeo, attività fisica, niente fumo ed alcol) devono accompagnare i cambiamenti che tutto l’organismo affronta giorno dopo giorno fino al parto.

    Condizione bellissima anche in presenza di una cardiopatia, in cui la classe di rischio non sia elevata, a condizione di controlli programmati ed ancora più rigore ed attenzione per le regole del vivere in maniera sana. Nei casi di cardiopatie più impegnative attenta valutazione e sostegno di un team specializzato di cardiologi, ginecologi ostetrici presso strutture Ospedaliere di rilievo con Rianimazione Neonatale. Le parole di Frédérick Leboyer, grande ginecologo-ostetrico chiariscono bene l’atteggiamento da tenere di fronte alla cura della gravidanza e del parto, sempre, sia che il cuore sia sano o, a maggior ragione ,se il “cuore di mamma” ha bisogno di una mano: “Ho mostrato il giovane eroe prossimo alla resa, distrutto dalla sorpresa e dal terrore più che dalla sofferenza. E ho cercato di mostrare come, con un poco di intelligenza e di destrezza, si potessero, qui, cambiare molte cose.”


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