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ultimo aggiornamento
25 ottobre 2018

      
per diffondere l'autocoscienza sanitaria  -  per ricordare costantemente che "prevenire è meglio che curare" -   per diffondere pratiche mirate a ridurre il rischio di patologie cardiovascolari   -   per aiutare lo svolgimento di attività fisiche   --   per concorrere a rendere abitudinari stili di vita corretti

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    Articoli nella Rubrica
    TESTIMONIANZE
      
    martedì 13 dicembre 2016 di Luciano De Vita
    Sul Corriere della Sera di ieri 12 dicembre 2016 si parla della Cardiologia del Santo Spirito, deve il giornalista Valerio Cappelli (Corriere della Sera) ha incontrato Al Bano in quanto entrambi lì ricoverati per infarto. Questo uno stralcio dove si accenna alle esperienze vissute e ai rapporti con lo staff medico: Ci siamo conosciuti in una strana situazione all’Ospedale Santo Spirito. Terzo piano, reparto cardiologia. L’unica condizione che ha posto era di non farsi riprendere perché non (...)

      
    Il paziente, ora in palestra di riabilitazione, entusiasta dei servizi della Cardiologia
    sabato 28 settembre 2013 di Giorgio Frasca Polara
    La tradizionale intervista al paziente stavolta – il direttore di questo periodico non nasconde il suo imbarazzo – si è trasformata in un peana: proprio nei confronti dell’ospedale Santo Spirito, dei medici e del personale che ci lavora, a tutti i livelli e in tutti i reparti frequentati (quando sfortunatamente càpita) dai cardiopatici. Perché questo peana, comunque sacrosanto? Lo spiega Raffaele Lombardi, 67 anni, padre di due figli, ex quadro delle Ferrovie e ora amministratore di imprese (...)

      
    L’intervista al paziente in palestra
    domenica 25 settembre 2011 di Giorgio Frasca Polara
    A luglio dell’anno scorso l’infarto, in questa primavera la prima uscita con gli sci. “Un gusto, una soddisfazione anzitutto per me stesso, abituato come sono non solo allo sci, ma anche alla bici, alle escursioni, al pallone, alla vela, alla corsa dei cento e dei duecento”, dice un abbronzato Massimo Bajani, orafo di buon nome, 67 anni portati alla grande, tre figli e una serie di nipoti. Già, e la ripresa com’è andata? “Molto bene, anche e proprio grazie a questa palestra”, fa Bajani continuando (...)

      
    L’intervista al paziente: stavolta un giornalista
    sabato 2 aprile 2011 di Giorgio Frasca Polara
    Non è un caso se, tra i malanni che possono capitare ai giornalisti, le cardiopatie abbiano un fortissimo peso: lo stress da notizia, il disordine degli orari e dell’alimentazione, la sostanziale sedentarietà, il fumo sono caratteristiche professionali di quello che da taluno viene ritenuto “il mestiere più bello del mondo”. Bene, e non sarà quindi solo un caso se nella palestra di riabilitazione del S. Spirito si siano ritrovati (stesso primo turno dei giorni pari) ben quattro giornalisti su una (...)

      
    A colloquio con la “matricola” della palestra
    venerdì 24 settembre 2010 di Giorgio Frasca Polara
    E’ ancora fresco di infarto, di stent, di palestra. Ancora avverti in lui certi tratti d’incertezza. Ma a dargli sprint e speranza di una piena ripresa c’è la palestra che frequenta disciplinatamente al mattino, di prim’ora, sfidando una lunga traversata di Roma, dalla Cristoforo Colombo al Santo Spirito. Francesco Barea, 71 anni, due figli, faceva il ferroviere. Tutto, in salute, era filato liscio sino a questa primavera. Poi che cosa è successo? “E’ successo che ai primi di aprile, giusto il (...)

      
    Sarà un caso, ma l’infarto è arrivato dopo la pensione-
    mercoledì 24 febbraio 2010 di Luciano De Vita
    Poi qualcuno dice che l’improvviso mutamento delle condizioni di vita non influisce sul cuore. Prendiamo il caso di Vittorio Cives, 65 anni, da due assiduo frequentatore della palestra di riabilitazione dell’ospedale Santo Spirito. Dunque, il 21 dicembre del 2007 Vittorio – un geometra innamorato del suo lavoro – va in pensione, lascia l’impresa per cui ha lavorato una vita contribuendo a costruire in mezz’Italia. Il giorno dopo ecco, improvvisa, una forte compressione al petto: infarto. Infarto (...)

      
    Due coincidenze curiose per il cardiopatico Giacomo Morbidelli
    martedì 2 giugno 2009 di Giorgio Frasca Polara
    Questa è la storia di un cardiopatico e di due coincidenze singolari che hanno contribuito alla sua salvezza prima, e al suo ristabilimento poi. Il protagonista, intanto: è Giacomo Morbidelli, 61 anni, a lungo prima docente e poi tecnico-amministrativo di una grande multinazionale. Un giorno, appena dell’anno scorso, si accorge di essere astenico e di soffrire di mancanza di respiro notturno. Decide di sottoporsi a qualche indagine, le preoccupazioni montano: inevitabile una coronarografia e (...)

      
    La testimonianza di una paziente ostinata che ha fondato un’associazione di “colleghi”
    venerdì 27 marzo 2009 di Maria Pia Proia
    Mi chiamo Maria Pia Proia e dal 1998 soffro di ipertensione polmonare primitiva. Prima di allora ero una donna molto attiva: la famiglia, il lavoro, il volontariato, lo sport, diciamo una vita piena. Il tutto condito da una particolare caratteristica: una grande gioia di vivere. Poi i primi stati di debolezza, seguiti da svenimenti, mancanza d’aria: la netta percezione che qualcosa stava cambiando nel mio corpo. Dottori, esami, ricerche ed il mio aspetto che continuava ad essere (...)

    A colloquio con Giuseppe Avellone che da otto anni porta due stent
    venerdì 27 marzo 2009 di Giorgio Frasca Polara
    Nessuna avvisaglia e nessun precedente, nessuna familiarità cardiopatica, un lavoro impegnativo (funzionario di assicurazioni) ma non stressante. Però era un forte fumatore. Poi un giorno, dopo un pranzo al mare, zàcchete: un dolore persistente tra stomaco e petto, il ricovero al Santo Spirito, l’accertamento di un infarto, la coronarografia, l’applicazione di due stent. Da quel giorno della primavera del 2001, Giuseppe Avallone, 73 anni, moglie e due figli, sta bene. Il segreto (...)

    “La palestra? L’ impegno a riabilitarci si trasforma nel piacere di stare insieme”
    giovedì 29 gennaio 2009 di Luciano De Vita
    Compirà ottant’anni qui, nella palestra dell’Ospedale Santo Spirito, dove partecipa, sempre presente, sempre puntuale, alle sedute di riabilitazione dei giorni pari, inizio alle otto e trenta del mattino anche col freddo e la pioggia. E’ Emilia Ortensa Bretcanu, economista rumena, una figlia, da vent’anni residente in Italia, la sua seconda patria. Silenziosa, uno sguardo dolcissimo, porta dentro di sé un sacco di sofferenze. Anche fisiche: operata una prima volta sei anni fa (quattro by pass), (...)

      
    “E pensare che temevo di finire nel vortice della malasanità pubblica”
    mercoledì 28 gennaio 2009 di Luciano De Vita
    Un malessere improvviso, un provvidenziale ricovero al Santo Spirito, la decisione del direttore dell’Emodinamica Alessandro Danesi di piazzargli tre stent nelle coronarie prima che il malessere si trasformasse in infarto. “E dire che sulla sanità pubblica ero prevenuto, che temevo di finire nel vortice della malasanità. Invece ho trovato alta professionalità, molta umanità, un clima confortevole prima, durante e dopo”. Chi parla, sei mesi dopo la coronarografia e gli stent, è Dario Terribili, (...)

      
    sabato 12 gennaio 2008
    Ho letto l’articolo su Cuore Amico “Ma la montagna fa male al cuore ?” e per confermare la piena validità della vostra inchiesta - ho pensato di raccontare la mia esperienza personale. Premetto che sono valdostano e sarebbe per me molto duro rinunciare alla montagna, ove vado tutti gli anni d’estate, anche se col tempo ho ridotto l’impegno dalle rocce più impervie o i 60 km in un solo giorno a escursioni su sentiero con al massimo 2000 metri di dislivello: ho infatti 74 anni il cuore un po’ fuori (...)

      
    Il popolare giornalista Sandro Curzi, colpito da infarto, ha frequentato la palestra del S. Spirito
    (ma spesso funziona male)
    sabato 12 gennaio 2008 di Luciano De Vita
    Il fattore di maggiore rischio per la salute dei giornalisti? Statistiche alla mano non c’è ombra di dubbio: le malattie cardiovascolari. Congiurano lo stress Professionale, la vita sregolata, quelle caratteristiche dei lavoro che affascinano tanta gente ma che hanno un costo drammatico di angine, infarti, ictus. Ne sanno qualcosa il popolare giornalista Sandro Curzi e chi ora lo intervista, legati da un’amicizia nata quasi mezzo secolo fa. E se io sono incappato nell’infarto (e poi nei (...)


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